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                      Uva da tavola, export record a 973 milioni. È il frutto preferito dai giovani

                      uva da tavola - Regina di Puglia - Noicàttaro

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                      Produzione vicina al milione di tonnellate, export record che sfiora il miliardo di euro e consumi in crescita tra le famiglie con figli under 16. È la fotografia del settore dell’uva da tavola italiana scattata da Ismea in occasione di Regina di Puglia 2026

                      Dalla Redazione

                      uva da tavola - Regina di Puglia - Noicàttaro

                      Crediti foto in questo articolo: Regina di Puglia – Noicàttaro

                      I bambini della generazione Alpha guidano attivamente le decisioni di acquisto delle famiglie, spingendo verso un’alimentazione sempre più orientata ai prodotti vegetali e a stili di vita sani. Le famiglie con figli under 16 sono la tipologia di acquirenti che registra i maggiori incrementi degli acquisti in termini di quantità di uva da tavola confezionata (nel 2025, +14% su base annua e +35% rispetto al 2023). L’uva piace a giovani e giovanissimi. Il fenomeno è particolarmente significativo perché nettamente in controtendenza rispetto alle dinamiche degli acquisti di frutta in genere, comprese fragole e mele.

                      Export uva da tavola: record storico

                      È questo uno dei due dati più importanti emersi nel convegno conclusivo di Regina di Puglia 2026. L’altro, pure indicato con chiarezza nella relazione di Mario Schiano Lomoriello di Ismea, è che per la prima volta nel 2025 il valore delle esportazioni di uva da tavola italiana si è avvicinato al miliardo di euro, un dato storico, che consolida il secondo posto dell’uva da tavola sul podio della frutta più esportata dal nostro Paese dopo le mele e prima del kiwi.

                      L’osservatorio di mercato di Ismea ha caratterizzato anche in questa edizione la giornata conclusiva di un evento che conferma di anno in anno la sua mission: valorizzare l’uva da tavola di Puglia e il territorio che la produce.

                      Uva italiana: quasi un milione di tonnellate prodotte nel 2025

                      La produzione nazionale nel 2025 è stata di 978 mila tonnellate, per il 44% destinate all’export, per il 37% al mercato interno, per il 15% alla trasformazione. La distribuzione ha assorbito il 74% del prodotto fresco nel mercato interno (con il 72% venduto dalla distribuzione moderna e il 28% dal dettaglio tradizionale).

                      Insignificante l’import, pari ad uno striminzito 2% (anche questo dovrebbe essere un record dell’uva da tavola: tra le categorie più rappresentative è il frutto meno importato). Oltre al dato sui giovani consumatori, l’analisi Ismea ha messo in evidenza la crescita del numero delle famiglie che acquistano uva da tavola più di 5 volte l’anno.

                      uva da tavola - Regina di Puglia - Noicàttaro

                      Uva Italia, una delle varietà tradizionali con seme a cui dalla prossima stagione saranno affiancate uve senza semi che entreranno nel disciplinare dell’Igp

                      437 mila tonnellate esportate nel 2025 (+16%)

                      Sono poco meno di 47 mila gli ettari dedicati. L’export 2025 è stato pari a 437 mila tonnellate (+16% sul 2024) per un valore che sfiora appunto il miliardo di euro: si parla, per l’esattezza, di 973 milioni di euro (+8,5% sul 2024). Oltre il 90% dell’export è a destinazione Europa con tre Paesi che rappresentano i principali mercati di sbocco, nell’ordine Germania, Francia e Polonia.

                      Uva da tavola Igp di Puglia: raddoppiano i volumi e si amplia il disciplinare

                      Tra i temi affrontati nel convegno del 25 luglio anche la crescita dell’Igp Uva da Tavola di Puglia. Come ha spiegato il presidente del Consorzio, Michele Laporta, nel 2025 i volumi di vendita sono raddoppiati e, alla scadenza del 31 maggio, numerose nuove aziende hanno aderito al sistema di certificazione. A sostenere questo percorso contribuirà anche la modifica del disciplinare, che entrerà in vigore dalla prossima campagna e includerà le nuove varietà apirene sviluppate dalla ricerca italiana, oltre a introdurre parametri qualitativi specifici per ciascuna varietà, basati sul corretto equilibrio tra grado Brix e acidità.

                      Secondo l’analisi Ismea sulla Dop Economy, le priorità per rafforzare ulteriormente il valore dell’Igp sono una qualità sempre più distintiva, l’inserimento delle uve senza semi e iniziative territoriali capaci di promuovere il prodotto e l’economia locale.

                      Le strategie per valorizzare meglio il prodotto

                      Il convegno del 25 luglio ha messo in evidenza anche le strategie per valorizzare meglio l’uva da tavola pugliese nel territorio di produzione, per esempio attraverso accordi con la ristorazione nel periodo turistico (che coincide con la raccolta) e le opportunità – per ora poco o per nulla sfruttate in Puglia – di sviluppo del wellness ovvero  della trasformazione dell’uva per usi cosmetici e farmaceutici, come affermato dalle giornaliste specializzate Laura Maragliano di “Sale&Pepe” e Manuela Soressi di Fresh Point Magazine.

                      Michele Laporta, presidente del Consorzio dell’Uva da Tavola di Puglia Igp (copyright: Regina di Puglia)

                      Sostenibilità e sfide contro il cambiamento climatico

                      Con Basf si sono affrontati i temi della sostenibilità ambientale. Giuseppe Rosa e Michele Fioretti hanno raccontato il progetto, in collaborazione con il Comune di Noicàttaro, per contrastare lo stress termico provocato dagli eccessi del cambiamento climatico partendo dall’elaborazione dei dati rilevati da tre stazioni meteo installate nei vigneti e che coprono l’intero territorio di produzione dell’uva. Lo scopo è di stilare un bollettino fitosanitario settimanale a disposizione dei produttori per ottimizzare la gestione agronomica.

                      150 incontri di business

                      Oltre ai contenuti, gli affari. Il 24 luglio si sono svolti 150 incontri business con la partecipazione, per la prima volta, di importatori olandesi e svedesi, oltre che dai Paesi Baltici, da Polonia e Germania, e con la più grande catena di distribuzione della regione del Golfo, Lulu, che ha voluto confermare la sua presenza dopo i contratti chiusi a Regina di Puglia negli anni precedenti.

                      Soddisfazione per i risultati dell’evento – anche dal punto di vista mediatico. Regoina di Puglia è stata supportato da Regione Puglia, Camera di Commercio di Bari, APEO, Cassa Rurale ed Artigiana di Castellana Grotte Credito Cooperativo e si è svolto in partnership con Megamark e le sue insegne Famila Superstore e DOK Supermercati. Sostenitori sono stati anche  BASF, Gruppo Alfonso Lorenzo, Carby Label e Cartarredo.

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