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Vertical farming in aeroporto a Dubai, Emirates investe sul km zero


Coltivare in mezzo al deserto non è più un miraggio. La compagnia aerea Emirates ha infatti firmato una partnership con la Crop One – azienda Usa specializzata nell’agri-tech – per dare vita a una vertical farm di oltre 12 mila mq presso l’aeroporto di Dubai. L’impianto – che secondo i promotori sarà “il più grande al mondo” – permetterà di fornire ogni giorno ai clienti della compagnia, sui voli e nei ristoranti, circa 3 tonnellate di insalata fresca 12 mesi all’anno. Il primo raccolto è previsto per la fine del 2019. “Questo progetto – spiega Saeed Mohammed, ceo di Emirates Flight Catering – ci assicura una supply chain di alta qualità con ortaggi freschi, riducendo allo stesso tempo il nostro impatto sull’ambiente”

 

di Massimiliano Lollis

 

Emirates

La compagnia aerea Emirates punta sul vertical farming stringendo la partnership con Crop One: entro il 2020 a Dubai sorgerà una vertical farm da oltre 12 mila mq

Se in Medio Oriente l’acqua è di per sé un bene prezioso, lo diventa ancor più quando si parla di agricoltura: “coltivare nel deserto”, in effetti, è sempre stato un miraggio. Oggi, però, la tecnologia rende quel miraggio una soluzione quanto mai alla portata di mano: una partnership tra l’azienda agri-tech statunitense Crop One Holdings e la Emirates Flight Catering – divisione interna alla compagnia aerea, specializzata nel catering sui voli e a terra- permetterà infatti di coltivare insalate a km zero a Dubai, grazie a una vertical farm da oltre 12 mila mq, secondo i promotori “la più grande al mondo”.  

 

Come riporta la Cnn, l’impianto – che prevede un investimento di 40 milioni di dollari – potrà rendere, una volta completato, circa 3 tonnellate di insalate al giorno, da destinare sia al catering sui voli, sia a quello dei ristoranti interni all’aeroporto, per un totale di circa 225 mila porzioni al giorno. Il tutto, ovviamente, 365 giorni all’anno, poiché i quantitativi di luce – grazie alle lampade a Led -, temperatura, acqua e umidità destinati alle piante vengono monitorati in modo automatico e costante lungo tutto l’anno, senza l’impiego di pesticidi poiché si tratta di coltivazione fuori suolo, che avviene quindi in strutture “chiuse” al riparo da insetti e fenomeni climatici. Elementi non certo trascurabili in un Paese in cui circa l’85% del proprio fabbisogno alimentare è coperto dalle importazioni, mentre soltanto una piccola percentuale di terreno è coltivabile.

 

L’attenzione all’utilizzo sostenibile delle risorse – l’acqua in primis – è un elemento fondamentale del progetto, così come – in generale – una delle finalità alla base del vertical farming: queste tipologie di impianti permettono infatti di coltivare con un risparmio idrico del 99% rispetto alle coltivazioni tradizionali.

 

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Un velivolo Emirates all’aeroporto di Dubai

Se a questo si aggiunge poi la posizione dell’impianto dal punto di vista logistico – all’interno dell’area aeroportuale di Dubai, quindi a pochi passi dai ristoranti dell’aeroporto e dalle strutture catering della Emirates -, il risultato è una fornitura costante di prodotti freschi di qualità, da consumare a poche ore dalla raccolta, e con costi di trasporto – monetari ed ecologici – ridotti al minimo. “La vertical farm che stiamo realizzando – spiega Saeed Mohammed, Ceo di Emirates Flight Catering – ci assicurerà una supply chain di alta qualità con ortaggi freschi a Km zero, riducendo allo stesso tempo il nostro impatto sull’ambiente”.

 

A quando il primo raccolto? Il completamento della struttura è previsto per novembre 2019, mentre la consegna dei primi lotti ai clienti dovrebbe avvenire già a partire da dicembre 2019. 

 

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