Quarta gamma italiana oltre il miliardo: un mercato leader in Europa
La IV gamma italiana supera il miliardo di euro di fatturato, confermandosi leader in Europa. Secondo Simone Zerbinati, presidente del gruppo di Unione Italiana Food, anche la V gamma cresce e punta a 250 milioni. Un nuovo studio AstraRicerche evidenzia nuovi stili di consumo: l’82,5% degli italiani sceglie insalate pronte a pranzo e il 73,2% zuppe, sempre più considerate “comfort food” salutari, apprezzati anche da famiglie e giovani
Dalla Redazione
La IV gamma italiana ha superato in un anno il miliardo di euro di fatturato, confermandosi come il mercato più grande d’Europa. A sottolinearlo è Simone Zerbinati, presidente del Gruppo Prodotti Ortofrutticoli di IV e V Gamma di Unione Italiana Food, commentando su Efa News i dati di un nuovo studio di AstraRicerche realizzato per il Gruppo, che rappresenta circa l’80% delle imprese del comparto (tra cui Bonduelle, La Linea Verde, Zerbinati, Ortoromi, Sanlidano, Riverfrut, Spreafico, Planet Farms, Agribologna ed Euroverde).
Numeri in crescita per IV e V gamma
Secondo i dati riportati da Efa News, nel 2024 il mercato italiano della IV gamma ha raggiunto un fatturato di 1 miliardo e 50 milioni di euro. La V gamma – che comprende le verdure cotte e confezionate, pronte al consumo – si attesta a 170 milioni di euro, con una crescita annua del 2% e prospettive di arrivare a 250 milioni nei prossimi anni. Anche la frutta fresca già tagliata e porzionata, segmento più recente, mostra segnali positivi con un giro d’affari di 63 milioni di euro.
Le sfide future del comparto
Per Zerbinati, il cambiamento delle abitudini dei consumatori è evidente: è aumentata la frequenza di acquisto nei punti vendita, anche del 20%, ma con quantitativi più ridotti. La vera sfida per le insalate in busta è incrementare la frequenza di acquisto, dato che la durata limitata del prodotto non incentiva a comprarne più confezioni nello stesso giorno. Attualmente l’84% dei consumatori acquista prodotti di IV gamma almeno una volta all’anno.
Sul fronte delle innovazioni, non sempre è necessario introdurre novità assolute. In alcuni casi, osserva Zerbinati, prodotti inizialmente poco compresi dal mercato – come la quinoa – hanno trovato spazio in un secondo momento, mentre altri, come le lenticchie, stanno vivendo un forte successo grazie anche alla valorizzazione da parte di media e nutrizionisti.
La qualità percepita dal consumatore
Un tema ricorrente riguarda la conservazione dei prodotti una volta aperti. Zerbinati ricorda che le insalate non hanno una vera scadenza: “si vede subito quando non si possono più mangiare”. In generale, la durata media è di un giorno dopo l’apertura, con differenze tra varietà: le insalate più “adulte” come riccia, radicchio e scarola hanno una tenuta superiore rispetto a quelle più delicate, come il songino.
I dati dello studio AstraRicerche
L’indagine AstraRicerche, condotta su oltre 1.000 italiani tra i 18 e i 65 anni per il Gruppo Prodotti Ortofrutticoli di IV e V Gamma di Unione Italiana Food, evidenzia un cambiamento culturale nelle abitudini alimentari. Durante la pausa pranzo fuori casa, l’82,5% degli intervistati sceglie le insalate pronte, con quasi la metà (49,7%) che le consuma abitualmente. Non si tratta di soluzioni di ripiego, ma di un nuovo “comfort food salutare”: il 44,5% considera infatti le insalate un modo per coccolarsi, mentre il 55,1% le vede come pasti che aiutano a prendersi cura di sé in un’alimentazione equilibrata.
Lo stesso vale per le zuppe di V gamma: il 73,2% le sceglie a pranzo fuori casa e il 49,5% le consuma regolarmente. Anche qui la percezione è positiva: il 41,4% le definisce comfort food e il 67,1% ne apprezza il gusto, oltre a praticità e porzionatura.
La ricerca sottolinea inoltre come queste abitudini si stiano diffondendo anche in famiglia: il 36% di bambini e ragazzi consuma insalate di IV gamma, mentre il 34,5% apprezza le zuppe pronte. Segnali di una trasformazione che coinvolge più generazioni, trainata in particolare dai millennials.
Infine, cresce anche il segmento della frutta fresca già tagliata e confezionata: il 46,3% degli italiani la acquista, soprattutto per praticità e per ridurre gli sprechi.
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