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                      Usa, e-grocery varrà 250 mld dollari entro il 2025. Resiste il negozio fisico

                      Entro cinque anni in Usa l’e-grocery rappresenterà il 21,5% del totale delle vendite di generi alimentari, per un valore stimato di 250 miliardi di dollari. È quanto emerge da un report realizzato da Mercatus, fornitore di servizi e-commerce per retailer, e dalla società di consulenza tecnologica Incisiv, sulla base di un sondaggio condotto su un campione di 60 mila consumatori in 20 Stati Usa. La ricerca, che sottolinea la crescente necessità della GDO di offrire servizi di spesa online in un’ottica sempre più omni-canale e integrata, rivela anche che la fedeltà del consumatore è più difficile da conquistare quando parliamo di vendite online

                      di Massimiliano Lollis

                      e-grocery

                      L’e-grocery cresce sempre più in Usa sull’onda del Covid-19. Secondo un report realizzato dal fornitore di servizi e-commerce per retailer Mercatus in collaborazione con la società di consulenza tecnologica Incisiv, entro cinque anni l’e-grocery rappresenterà il 21,5% del totale delle vendite di generi alimentari, per un valore stimato di 250 miliardi di dollari, pari ad un aumento di oltre il 60% sulle stime precedenti la pandemia. Le previsioni di crescita evidenziate nel report fanno seguito a precedenti rilevazioni (sempre Mercatus con Brick meets Click, vedi tabella) che nel periodo pandemico in Usa hanno registrato un aumento notevole delle vendite online alimentari, schizzate dai 4 miliardi di dollari del marzo 2020 ai ben 7,2 miliardi del giugno 2020. 

                      Ma il report statunitense non è fatto solo di cifre, anzi. Per prevedere quanto il settore e-grocery crescerà nei prossimi cinque anni, ci si è basati sui risultati di un’indagine condotta su 60 mila consumatori in 20 Stati Usa, mettendo al centro le abitudini di acquisto dei consumatori a stelle e strisce.

                      Come riporta Grocery Dive, secondo il sondaggio, il 43% dei consumatori Usa ha usufruito dell’e-grocery negli ultimi 6 mesi (quindi periodo pandemia) a fronte del 24% di appena due anni prima. Tra le ragioni principali di questa scelta c’è stata la preoccupazione nei confronti del Covid-19 (62%), il fattore convenienza (62%) e il risparmio in termini di tempo (42%). Dati che anche un consumatore medio italiano potrebbe facilmente confermare. 

                      e-grocery

                      Copyright: Mercatus

                      Ma il dato più interessante riguarda la fedeltà dimostrata dai consumatori nei confronti del negozio fisico. Infatti, all’interno del campione analizzato (circa il 71% donne, poco meno della metà con un’età compresa tra i 45 e i 64 anni e il 31% con 65 anni e oltre) il 30% dei consumatori intervistati ha dichiarato di aver cambiato “destinazione di acquisto”: di questo 30% di “sperimentatori”, il 60 ha cambiato punto vendita fisico, mentre il restante 40 ha cambiato fornitore e-grocery. Solo l’8% degli intervistati ha invece dichiarato di essere passato ad un portale di e-commerce puro – ovvero solo online – per fare la spesa, dimostrando quanto oggi sia importante per molti consumatori poter usufruire di un servizio di spesa online senza per questo abbandonare il contesto fisico.

                      Da questa ricerca spicca un messaggio ben chiaro per la GDO: integratevi con l’online per offrire al cliente un’esperienza di acquisto sempre più “seamless”, ovvero senza interruzioni tra il canale fisico e quello online. Certamente, le insegne del mondo distributivo a livello mondiale lo sanno da tempo, e per questo molte di esse cercano di adeguarsi a queste tendenze, che il Covid-19 ha solo accelerato. L’obiettivo è rimanere competitivi e reagire ai colossi dell’e-commerce, anche quando questi si comprano intere catene di negozi fisici proprio per “combattere il nemico” sullo stesso piano (vedi alla voce Amazon e Whole Foods Market).

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                      Copyright: Brick meets click and Mercatus.

                      Chi ha firmato lo studio sembra confermare che per i negozi fisici il futuro sarà legato sempre più a doppio filo all’e-commerce: “La crescita dell’e-commerce alimentare nel 2020 – osserva Sylvain Perrier, presidente e Ceo di Mercatus – con il suo previsto impatto a lungo termine, unita alla fedeltà dimostrata dai consumatori nei confronti dei negozi fisici, dimostra che questi due aspetti dovrebbero integrarsi a vicenda all’interno di una insegna, a favore di una customer experience superlativa”.

                      Ed è proprio la customer experience a fare la differenza, ancora una volta. Sempre nel report – lo rileva questa volta Progressive Grocer – si evidenzia come, nonostante dopo la pandemia il 40% degli intervistati che fanno già la spesa online si dica molto o abbastanza propenso a continuare ad acquistare online, ben il 78% di tutti i consumatori preferisce frequentare un punto vendita fisico, che sia per fare la spesa vera e propria, o per ritirarla con la modalità click&collect – o “curbside pickup” come dicono in Usa – dopo averla acquistata online. Tutto ciò dimostra quanto, nonostante l’aumento vertiginoso delle vendite online, la maggior parte dei consumatori sia ancora legata ai negozi fisici e ai brand online che però garantiscono una presenza fisica sul territorio. Insomma, nonostante il Covid-19 e l’avanzata globale dell’e-commerce, il negozio fisico pare non avere nessuna fretta di andare in pensione.

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