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            Vertical farming, la coltivazione “indoor” di AeroFarms conquista Singapore Airlines

            AeroFarms
            La compagnia aerea Singapore Airlines firma un accordo con AeroFarms – tra i più grandi player al mondo nell’indoor vertical farming – per rifornire le “cucine” dei propri voli. A partire da settembre i passeggeri potranno quindi gustare verdure freschissime coltivate in totale assenza di pesticidi e fertilizzanti, 100% sostenibili. A produrle sarà per l’appunto la AeroFarms: nelle sue farms – grazie a tecnologie avanzate – è possibile coltivare 12 mesi all’anno, con qualsiasi condizione meteo, dimezzando i tempi di maturazione degli ortaggi. L’accordo firmato dalla Singapore Airlines è l’ennesima conferma di come nel mondo il vertical farming stia diventando una realtà di business e di consumo sempre più concreta. Nel segno della sostenibilità, della programmazione e della freschezza

             

            di Massimiliano Lollis

             

            AeroFarms

            Uno scorcio della vertical farm di AeroFarms a Newark (Foto: AeroFarms)

            Il vertical farming è sempre meno fantascienza e sempre più realtà. A dare l’ennesima conferma – qualora ce ne fosse bisogno – è il celebre newsmagazine statunitense Time, che qualche giorno fa ha dedicato un articolo alla recente partnership tra la compagnia aerea Singapore Airlines e AeroFarms, giovane realtà Usa del vertical farming, che vede tra i suoi investitori realtà del calibro di Ikea e l’emiratina Meraas. Al centro dell’accordo c’è un obiettivo ben preciso: rifornire gli aerei della compagnia di insalate e altri greens, freschissimi e sostenibili. 

             

            L’iniziativa, va detto, non è l’unica del suo genere. Come avevamo scritto lo scorso anno, un’iniziativa analoga viene portata avanti in questi mesi da Emirates: grazie alla collaborazione con Crop One – altra azienda Usa specializzata nell’agri-tech – la compagnia aerea degli Emirati prevede di rifornire l’aeroporto di Dubai con circa 3 tonnellate di insalata fresca al giorno, 12 mesi all’anno. Il primo raccolto è previsto per il prossimo novembre, e il progetto risulta affascinante se si pensa che oggi coltivare in mezzo al deserto – ma lo stesso si potrebbe dire dei ghiacci dell’Alaska – non è più un miraggio (leggi qui).

             

            Un miraggio però non è nemmeno il quartier generale di AeroFarms a Newark (New Jersey), che anzi è pienamente operativo e ad oggi è la più grande vertical farm “indoor” al mondo, come afferma Marc Oshima, co-fondatore e capo marketing dell’azienda, intervistato da Time nello stesso articolo. Nei programmi ci sono molte altre aperture, sia in Nord America che in altre parti del mondo. La seconda farm, ancora più grande, è stata recentemente aperta a Camden, sempre in New Jersey.

             

            Dotato delle più innovative tecnologie che rendono possibile coltivare fuori suolo diversi tipi di verdure tutto l’anno e con ogni condizione climatica – prima di tutto grazie alla speciale illuminazione a Led – la farm di Newark può portare a maturazione le piantine di insalata in 12-14 giorni contro i 30-45 delle coltivazioni tradizionali. In questo campo, la velocità rappresenta un fattore critico: permette infatti di raddoppiare i tempi di rifornimento di prodotto alla catena distributiva e ai ristoranti, di garantire la freschezza del raccolto venduto, e di poter sperimentare nuove varietà vegetali con molta più facilità, poiché con questi tempi ridotti è possibile “aggiustare” in corsa ogni intervento sulla pianta.

             

            Le caratteristiche tecnologiche dell’impianto sono quelle tipiche della coltivazione fuori-suolo. Prima di tutto il controllo del fabbisogno idrico, garantito dal sistema “aeroponico”, che grazie alla coltivazione fuori-suolo permette un risparmio idrico vicino al 95% rispetto alle coltivazioni tradizionali. Poi c’è il controllo climatico, che tramite il monitoraggio della temperatura interna alle serre rende finalmente possibile coltivare, allo stesso modo, 12 mesi all’anno, indipendentemente dal clima esterno. Infine l’ambiente chiuso (“indoor”, per l’appunto) e controllato, che rende finalmente possibile fare a meno di pesticidi e fertilizzanti. Il centro di AeroFarms è infine particolarmente attento a monitorare il progresso delle piantine, personalizzando l’intensità e il colore dell’illuminazione a Led in funzione del tipo di pianta. 

             

            Come sottolinea Time, queste piante vengono coltivare solamente con luce, ossigeno e acqua. Nulla di più. E a guadagnarne, oltre all’ambiente – l’impianto di Newark è 390 volte più efficiente di una normale coltivazione – sono i consumatori. Singapore Airline si aspetta molto da questa partnership e, stando a quanto scrive Time, l’obiettivo è rendere l’offerta gastronomica a bordo dei suo voli sempre più gustosa, fresca e salutare. La compagnia spera di rifornire le proprie dispense già a partire da settembre 2019, concentrandosi sull’offerta di verdure dal gusto deciso.

             

            Ma non si tratta prettamente di una ragione gastronomica. Come si legge in un altro articolo di Time, sono diversi gli studi scientifici che hanno osservato come in volo le capacità dei passeggeri di apprezzare il gusto e il profumo del cibo si riducano sensibilmente. La ragione starebbe in una combinazione di fattori: dall’aria particolarmente secca alla bassa pressione in cabina, al rumore costante del motore del velivolo. Questo spiegherebbe in parte come mai – a volte perfino in business class – mangiare bene in volo sia un’esperienza più unica che rara. Per scoprire se le verdure “volanti” di AeroFarms riusciranno davvero ad invertire questa tendenza basterà aspettare il prossimo settembre.

             

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