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Food più digitale, più esperenziale e più “clean”. La Gdo alla sfida ristorazione


La conferenza di Fresh Retailer 2017 si è aperta con la relazione di Alex Tosolini, senior vice president new business development di Kroger, gruppo distributivo statunitense che fattura oltre 110 miliardi di dollari e impiega 430 mila persone. Uno dei pochissimi italiani nel board di vertice di un grande gruppo distributivo estero. A lui è affidato il compito di guidare il processo strategico per identificare, valutare e sviluppare nuove opportunità per capitalizzare gli asset di Kroger e contribuire alla continua crescita dell’azienda (per approfondire leggi qui). “Food e distribuzione nello scenario globale. Il ruolo strategico dell’ortofrutta” è stato il titolo del suo intervento

 

di Eugenio Felice (articolo completo su Fm, edizione di ottobre 2017)

 

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Alex Tosolini di Kroger sul palco di Fresh Retailer 2017

Infanzia a Cortina, studi a Milano, lavoro all’estero. Alex Tosolini è un italiano doc ma non ha mai lavorato in Italia: dopo la laurea in Bocconi, nel 1990, è volato a Newcastle, in Inghilterra, per iniziare il suo percorso alla Procter & Gamble, gruppo leader nei beni di largo consumo. Un percorso lungo 24 anni che lo ha portato in diversi Paesi europei e poi in Nord America, con incarichi di alta responsabilità e una grande esperienza maturata nei prodotti di largo consumo no food. L’ultimo incarico ricoperto in Procter & Gamble è stato la direzione della divisione digital ed e-business. Tre anni fa il passaggio a Kroger, uno dei maggiori gruppi mondiale della distribuzione di beni di largo consumo, alimentari compresi.

 

“La spesa per il consumatore americano – ha esordito Tosolini – è stata per anni “save time and save money”, quindi acquisti in tempi rapidi e a prezzi bassi. Da due – tre anni i consumatori ci dicono che quando fanno la spesa vogliono essere ispirati, vogliono interagire ed essere coccolati. Questo comporta per il distributore dei disegni di esperienze molto diverse. Altro aspetto: per la prima volta nel 2016 negli Stati Uniti la spesa per consumo di alimenti acquistati al di fuori del supermercato ha superato la spesa per alimenti acquistati al supermercato. I millennials – ha aggiunto – hanno un amore per il cibo che non si è mai visto nella cultura americana. Dopo affitto e tecnologia, i millennials spendono più di tutto sul cibo”.

 

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Edeka in Germania sta investendo sempre di più nella ristorazione all’interno dei punti vendita

Questo significa che oltre oceano il cibo fuori casa sta crescendo sempre di più e di conseguenza la ristorazione, fatta non solo di ristoranti di mattoni ma anche di forme alternative come i food trucks:  “A Austin in Texas c’erano 200 food trucks 5 anni fa, 20 mila oggi”, ha spiegato Tosolini. “Come affrontiamo allora un sistema che sta cambiando la filosofia del mangiare? Innanzitutto portando l’esperienza della ristorazione all’interno dei supermercati, che in America sono o molto piccoli o molto grandi, sui 12 mila metri quadrati. Sempre più queste strutture saranno qualcosa di più rispetto a un luogo dove fare la spesa. Sushi e vino sono tra i fenomeni che stanno riscuotendo maggior successo”.

 

“L’altra sfida che hanno di fronte i distributori – ha aggiunto Tosolini – è il multicanale. La chiave in questo caso sarà personalizzare i contenuti e le offerte in base alle esigenze e alle disponibilità di ogni singolo consumatore. Sempre più in futuro anche i prezzi saranno personalizzati”. Tosolini quindi non ha messo nemmeno in dubbio che un distributore debba avere l’e-commerce ma è andato oltre sottolineando che non basta aprire un negozio virtuale, ci vuole un approccio diverso. La sfida digitale è stato uno dei temi portanti di Fresh Retailer 2017, ne hanno parlato un po’ tutti i relatori, tra cui Gian Maria Gentile, direttore digitale di Unes (leggi l’articolo) e William Pagani di Epta che ha parlato di potenzialità e prospettive dei locker refrigerati.

 

Ma torniamo alla relazione di Tosolini con l’ultimo spunto di cui ci vogliamo occupare in questa sede, consapevoli che solo chi ha assistito al suo intervento di 20 minuti potrà aver colto nella loro completezza stimoli e indicazioni. “In America – ha detto – si è passati da “low” (fat, carbs, etc.) a “free from” (gluten, etc.). Il futuro però è “clean”, trasparenza. I consumatori vogliono sapere tutto di quel prodotto che andranno ad acquistare. Iniziano ad essere utilizzate, oltre ai soliti carrelli della spesa, delle “maniche” tecnologiche che ti dicono i valori nutrizionali di quel prodotto oltre a tutta una serie di altre informazioni, tra cui sempre più importante è l’origine dei prodotti. Come facciamo, noi come distributori, e voi come produttori – ha chiesto alla platea – ad aggiornarci su questi temi?”

 

Copyright: Fruitbook Magazine

 





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